All’ESO, con gli occhi alle stelle

All’ESO, con gli occhi alle stelle

Ci sono articoli che si scrivono con particolare piacere. Quello che per Il Tirreno ho dedicato ai toscani che lavorano a ESO (European Southern Observatory) è uno di quelli. Essere a tu per tu con una magnifica Italia, in questo caso una magnifica Toscana, che ha trovato  all’estero terreno fertile per la propria intelligenza , è una bellissima esperienza. Mi è piaciuto ascoltare i loro racconti di storie e di pianeti (sentendomi piccolissima e ignorante) e scriverne. Per non parlare della realizzazione dei filmati con cui poi è stato prodotto il video che potete vedere  cliccando qui. Potrò sempre dire che la mia carriera da cineasta è iniziata all’ESO a Garching (e che mi sono divertita un sacco con la storia dei pianeti...
Buongiorno, Svizzera

Buongiorno, Svizzera

Iniziata in estate la mia collaborazione con la Radiotelevisione Svizzera per alcuni programmi della Rete Uno. La voce di Jeanne Perego per gli ascoltatori mattinieri di Albachiara e Albachiara estate e per quelli a caccia di soluzioni del programma Tutorial.

Il memoriale per le vittime dell’attentato terroristico alle Olimpiadi del 1972

Il memoriale per le vittime dell’attentato terroristico alle Olimpiadi del 1972

Monaco di Baviera ha finalmente dedicato un Memoriale alle vittime israeliane dell’attentato terroristico alle Olimpiadi del 1972. Dopo anni di discussioni, talune pure pretestuose e vergognose, la città, lo stato tedesco e il Comitato Olimpico Internazionale hanno consegnato alla memoria collettiva un luogo in cui ricordare quel feroce massacro. Situato nell’Olympiapark,  appunto il parco olimpico di Monaco, a pochi passi dalla palazzina che ospitava gli atleti assaltata dai terroristi di Settembre Nero, il 6 settembre è stato inaugurato il Memoriale, sempre aperto al pubblico. Molto interessante anche dal punto di vista architettonico. Ne ho scritto su l’Alto Adige, il Trentino e Il Tirreno. Le belle foto  a corredo sono di Enrico Agostoni. Per leggere l’articolo pubblicato sul Trentino e sull’Alto Adige, cliccare...
La surreale cucina italiana in Germania

La surreale cucina italiana in Germania

Era da tempo da tempo che avevo voglia di scrivere della “curiosa” (eufemismo) cucina italiana in Germania, quella che che viene offerta in ristoranti e trattorie a Monaco di Baviera, a Berlino, Colonia, o in qualsiasi altro angolo del Paese . Piatti come la carbonara con la panna, la pizza con il pollo o quella con “spaghetti bolognese”. Per non parlare dell’aceto balsamico bianco… L’opportunità mi è arrivata con una delle mie collaborazioni, quella con le pagine della domenica dei quotidiani “Trentino” e “Alto Adige”. Voilà, il 16 aprile  due belle pagine zeppe di curiosità per chi vuole divertirsi con le storture della cucina italiana in Germania. Tanto al ristorante quanto al supermercato (e vi risparmio cosa succede su certe riviste…). Se riuscite a leggere l’articolo fino in fondo, senza essere colpiti da un vago senso di nausea, fatemi sapere. Viva la cucina italiana, quella vera, però....
Inizia una nuova avventura dal Nord

Inizia una nuova avventura dal Nord

Ha preso avvio  domenica scorsa la mia nuova collaborazione con i quotidiani L’Alto Adige e IL Trentino. Un appuntamento mensile nella nuova sezione domenicale dei due giornali, per portare un racconto, una storia, un punto di vista dal centro Europa. Si chiama Lettera dall’Europa e mi piace scriverla. Come mi piace tenere occhi e orecchie aperte su quanto succede da queste parti, nel cuore dell’Europa. La prima puntata l’ho voluta dedicare a Berlino, andando a mettere il naso dietro le quinte di quella che è diventata la capitale vegana del mondo occidentale....
Leonard Cohen riesce sempre  a sorprendermi

Leonard Cohen riesce sempre a sorprendermi

  Sono pronto a morire, anzi no. Ancora una volta , a 82 anni compiuti,  Leonard Cohen,la  leggenda canadese della musica e della poesia,  è riuscito a sorprendermi.  Questa volta  alla vigilia del lancio del suo nuovo disco, You want it darker, che esce domani, 21 ottobre. Che Cohen non si sia mai proposto  in maniera particolarmente allegra è cosa risaputa,  ma nell’intervista pubblicata nei giorni scorsi dal settimanale The New Yorker è andato oltre i suoi standard. Quelli che, per esempio già nel 1988, quando non aveva neppure 60 anni , nell’album  I’m your man” gli facevano cantare “My friends are gone and my hair is grey / I ache in the places where I used to play “. Ripercorrendo la propria  vita per il giornalista David Remnick che ha poi scritto la storia che ho divorato a letto con un mug di caffè in mano,  Vohen  ha affrontato direttamente il tema dell’avvicinarsi  della morte dicendo : “Ho ancora del lavoro da fare. Degli impegni da seguire. Ma sono pronto a morire. Spero non sia troppo disagevole, è la cosa che conta di più per me”. Poi il ripensamento. Ecco che Cohen nei giorni scorsi durante un evento a Los Angeles se ne esce con questa dichiarazione : “ultimamente ho detto di essere pronto a morire, ma penso  di aver esagerato. Ho sempre avuto una forte tendenza a drammatizzare. Intendo vivere per sempre». E dopo aver anticipato di avere in programma  altri due album prima della propria fine ha aggiunto: “ Voglio essere ancora in giro fino ai 120 anni”. Lo capisco: anch’io vorrei essere in giro fino...
Baviera, tra paura e rabbia

Baviera, tra paura e rabbia

Baviera: oggi nell’aria aleggiano  paura e rabbia Sono stata in centro a Landshut, stamattina. In una bella giornata estiva come quella di oggi la Altstadt dovrebbe essere piena di gente  seduta ai tavolini dei caffè. E io avrei dovuto mettermi in coda da Mareis per un bretzel al burro e un pessimo caffè, maledicendo il fatto che riesco sempre ad arrivare in centro quando  sono già tutti  accaparrati i posti con vista su St. Martin e sui variopinti palazzi rinascimentali che costeggiano “una delle più belle strade della Germania”, come l’ha definita Fodor’s. Ma oggi di posto ce n’era in abbondanza per chi voleva godere di tale bellezza. La Altstadt era semivuota. Nei negozi pochissime persone, nessuna coda da fare nè da Mareis nè da quel gioielliere della gastronomia che è Stegfellner ( a proposito, se qualche volonteroso produttore di prosciutti volesse spiegare alle zelanti commesse al bancone che gli affettati ,dopo essere appunto affettati, non devono essere schiacciati  fino a ridurli una sogliola, farebbe un piacere all’umanità). Tra passanti ci si scrutava, forse per essere sicuri di chi passa accanto a noi.  O forse per leggerci quello che avevamo dentro. Con tutto quello che è successo negli ultimi giorni in Baviera, non si sa mai. Le poche chiacchiere che ho potuto fare sono finite tutte sullo stesso tema: gli attentati che hanno colpito la Baviera negli ultimi giorni. E il sentimento comune è sempre lo stesso: paura, rabbia, per lo più abbinate: paura e rabbia. Difficile non condividere  queste sensazioni. Difficile non ritrovarsi a  pensare che d’ora in avanti per andare a Monaco forse è meglio che non...
jeanne
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